Storia

L’unico percorso formativo post lauream utile agli architetti ed agli ingegneri edili-architetti, nonché ai conservatori dall’Università degli Studi di Napoli, nell’ambito della Conservazione e del Restauro, è ancora oggi costituito dalla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Nel 1969, nasce la Scuola di Perfezionamento in Restauro dei Monumenti, che costituiva la seconda istituzione di questo tipo in Italia, dopo quella fondata nel 1957 presso l’Università di Roma. I corsi regolari iniziarono nell’anno accademico 1970-71, sotto la direzione di Roberto Pane.

Nel suo Statuto di fondazione, la Scuola si propone «di incrementare la preparazione storico-artistica e tecnica dei professionisti, impegnati nell’attività di restauro e di tutela dei monumenti e nella pianificazione urbanistica dei centri urbani», ma anche «di preparare gli architetti alle funzioni tecniche e scientifiche che vengono svolte presso le soprintendenze ai monumenti». Aperta ai laureati in architettura e ingegneria civile edile, la Scuola era articolata in un biennio di corso con un massimo di 50 iscritti per anno. L’ordinamento originario prevedeva cinque insegnamenti fondamentali: Teoria e storia del restauro dei monumenti; Urbanistica dei centri antichi; Consolidamento ed adattamento degli edifici; Restauro dei dipinti, affreschi e mosaici; Nozioni giuridiche e amministrative e quattro complementari: Storia dell’architettura; Storia dell’arte; Cantieristica; Estimo e contabilità dei lavori. L’attribuzione degli insegnamenti era conferita a docenti di ruolo e fuori ruolo, ma anche a «specialisti italiani o stranieri, di chiara e riconosciuta competenza». In virtù di queste ultime disposizioni, alla data di avvio dei primi corsi risultano titolari di insegnamenti fondamentali anche autorevoli docenti esterni all’Ateneo napoletano, quali Italo Insolera (Urbanistica dei centri antichi) e il direttore dell’Istituto Centrale del Restauro Pasquale Rotondi (Restauro dei dipinti, affreschi e mosaici).

Fin dall’inizio, la Scuola di perfezionamento napoletana si caratterizzava per l’efficace connubio tra discipline a carattere prettamente storico e teorico – a partire dalla stessa Teoria e storia del restauro, di cui è titolare Roberto Pane – ed insegnamenti di esplicito taglio operativo, con particolare attenzione agli aspetti strutturali del restauro, come testimonia la presenza di un corso di Consolidamento ed adattamento degli edifici articolato in due anni, tenuto da Franco Jossa e Roberto Di Stefano, e di un insegnamento complementare come Cantieristica, affidato a Ugo Carputi. In tale quadro, spicca l’apertura verso il mondo del restauro delle opere d’arte, confermata dal citato corso tenuto da Rotondi, in seguito sostituito dal soprintendente Nicola Spinosa. Va rilevata, inoltre, la significativa presenza di una disciplina come Urbanistica dei centri antichi, in parte corrispondente all’attuale Restauro urbano ed all’epoca assente nell’ordinamento delle Facoltà di Architettura italiane, che esprime uno dei caratteri più significativi della neonata Scuola napoletana. Ai corsi istituzionali si affiancava infine, già nello statuto di fondazione, la possibilità di svolgere conferenze e seminari su specifici aspetti teorici ed operativi del restauro, con la partecipazione di esperti italiani e stranieri. Avviate fin dai primi anni Settanta, tali attività costituiranno nel tempo un’importante peculiarità della Scuola napoletana, vedendo la presenza di illustri studiosi, quali Giovanni Urbani, Umberto Baldini, Piero Gazzola, Renato Bonelli, Guglielmo De Angelis d’Ossat, Edoardo Benvenuto, Salvatore Di Pasquale, per citarne solo alcuni.

Nel corso dei due anni iniziali di attività, la Scuola raggiunse un numero di 71 iscritti complessivi, diplomando i primi allievi nell’anno accademico 1973-74. Fin dalle prime tesi emergeva la compresenza di temi di restauro architettonico, concentrati su una singola fabbrica, e di studi a carattere urbano, rivolti a complessi, tessuti edilizi o interi nuclei storici. All’iniziale attività della Scuola risale anche l’acquisizione della prestigiosa chiesa trecentesca di S. Maria Donnaregina, fabbrica che costituisce un topos della storia del restauro moderno per gli interventi condotti da Gino Chierici tra il 1928 e il 1934, ottenuta in comodato d’uso gratuito dal Comune di Napoli nel 1975. Il complesso, oggetto di ulteriori interventi di restauro per l’insediamento delle attività universitarie, ospiterà negli anni successivi anche un attrezzato laboratorio di fotogrammetria a servizio della Scuola.

A partire dall’anno accademico 1972-73, intanto, Roberto Pane lascia la direzione della Scuola, conservando ancora per un anno il corso di Teoria e storia del restauro. Gli succede il preside della Facoltà di Architettura Franco Jossa, ordinario di Scienza delle costruzioni, che ricoprirà il ruolo di direttore fino al 1976. Già dal 1972-73 si assiste ad una prima riorganizzazione del corpo docente, con l’ingresso di Alberto Defez come titolare del secondo corso di Consolidamento, l’affidamento a R. Di Stefano del corso di Urbanistica dei centri antichi (da lui tenuto fino al 1974-75, poi sostituito da Urbano Cardarelli) e la presenza di Raffaello Causa come titolare del corso di Storia dell’arte, poi sostituito da Raffaele Mormone.

Nel 1976, concluso il mandato di Jossa, è nominato direttore Roberto Di Stefano, che resterà in carica fino al 2000. Se si escludono alcune limitate variazioni introdotte proprio nel 1976-77, l’organizzazione della didattica non subisce alcuna modifica fino al 1987-88. Negli stessi anni, tuttavia, mentre il numero degli iscritti raggiunge costantemente il tetto dei 50 posti, l’impegno profuso da Di Stefano consente un notevole incremento delle attività della Scuola, tra cui quelle svolte come servizio pubblico. Queste ultime culminano con la costituzione di uno speciale Centro operativo dell’Università in occasione del terremoto del 23 novembre 1980, cui seguirà l’incarico, conferito dalla Regione Campania, di un inventario dei danni subiti dal patrimonio architettonico. La Scuola, grazie a Roberto Di Stefano, diventa un centro culturale di eccellenza, così come testimoniano le molteplici iniziative e gli incontri di studio annuali sull’evoluzione disciplinare, che si tengono anche a Ravello negli anni 70-80 del secolo scorso.

Nel 1988, la Scuola di Perfezionamento assume la nuova denominazione di Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti, rientrando nella disciplina delle scuole di specializzazione ridefinite a livello nazionale nel 1982. Il nuovo ordinamento didattico comporta alcune significative variazioni del corpo docente, con ulteriori modifiche introdotte nel corso degli anni successivi, mentre nel 1997 una nuova riforma dello statuto dell’Università consente una maggiore autonomia nella definizione degli insegnamenti.

Tra il 2000 ed il 2005 ha svolto la funzione di direttore Luigi Fusco Girard, carica tenuta successivamente dal 2005 al 2010 da Stella Casiello. In questi anni la Scuola ha subito una sostanziale trasformazione, per allinearsi alle disposizioni del D.M. 31 gennaio 2006. Dunque, l’articolazione didattica è stata riorganizzata secondo il modello attuale.

Dall’ anno accademico 2008-2009 la Scuola ha assunto la nuova denominazione di Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio.

Dal 2010 al 2017 la Scuola è stata diretta da Aldo Aveta.

Dal 1 novembre 2017 la scuola è diretta da Renata Picone.